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Archive for the ‘3 Scritti di Maurizio Casetta’ Category

Da brava esploratrice degli interstizi della psiche quale sei
ti sei avventurata, facendomi male e anche facendoti male,
con un gran lavoro orizzontale e in verticale,
allargando le maglie d’acciaio infuocate del dolore,
in un deserto con sporadiche piante e cespugli e vecchie ossa,
e il vento che turbinava polveri sabbiose,
e tra le maglie travi di cemento e sassi,
il vento il mare la sabbia che lambivano la montagna,
tra le maglie d’acciaio infuocate abbiamo cresciuto punti trigonometrici
e rose nere gialle rosse bianche,
cosicché venisse all’aria anche il tempio delle scimmie,
con un gran lavorio tra le maglie dure stratificate
piangendo e godendo per dolore fatica sudore riconoscenza e felicità,
si innalzano ai vertici e si amplia la terra
sui quali gli occhi dell’anima si estendono
tutto osservando respirando e godendo in un afflato d’amore.

(Luglio 2010)

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La mente fresca e lucida
nell’aria pungente e frizzante del mattino,
ancora vestita dell’elegante notte appena passata.

La prima sigaretta mi dà
la rancorosa e tenace voluttà del grigio.

(10.08.2009)

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Il piacere dell’attrito
di un pezzo di vetro
trasparente e frastagliato
sul prudere delle vene

(11.11.2009)

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Eri un’altra donna
ero un altro uomo
fiumi, rapide
dalle vette del Male, sradicavano
sofferti spigolosi detriti
finalmente congiunti, Oceano
Unico Io erotico indissolubile
in eteree aree
illuminate da Dio
nel Sè del reciproco Universo
dolore gioia mia,
ti amo.

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Nell’allentarsi degli umani meccanismi
avanzavi speranzoso al cardine
degli anelati oblii subumani
ergevi muri stagnanti taciturni
spezzando voci e luci di città
non t’accorgevi del varco che ti s’apriva
e inconscio nutrivi la serpe
di cui le uova schiuse si nutrono di te
ora cieco solo
muovi le membra in nefandi acquitrini
e il tuo urlo si sperde
accolto solo dalle attente serpi
nello scuro mantello
della tua necropoli

– Libreria Editrice Psiche di Torino, 1992 –

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Era una giornata di sole, un paio di mesi fa. Eravamo appena usciti da casa per un aperitivo. Un amico caro, mia moglie, la nostra bambina ed io.
Nella tranquilla passeggiata vedevo mia moglie fermarsi e salutare con la mano verso una casa dotata di una normale antenna parabolica.
Pensai naturalmente che avesse visto qualcuno che conoscesse. L’espressione del suo volto manifestata durante quel gesto semplice e carino mi fece immaginare che esprimesse che tutto andava bene.
L’assurdo si verificava quando il nostro amico, immediatamente di seguito a mia moglie, con fare convinto, ne imitò il comportamento.
Come lei, diresse un saluto a quell’antenna….
Nel ricordare sento un’ansia viscerale. Penso alla globalizzazione in atto.
All’uomo e a quanto rappresenta e mi riempio di inquietudine e di un senso di oppressione. La globalizzazione… il mio amico la ritiene l’unica strada percorribile. Io ho paura, l’uomo è un animale difettoso.

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Silvestre

Nell’ora che attarda i boschi imbruniscono,
iniziano la danza in sussurri ariosi
e lasciano cadere il ritratto
che l’occhio mortale ha di loro
Fremo,
tra le movenze di linfa divina
sprigionato fra le scorze nodose
colgo i delicati frutti,
nel piacere diffuso ed etereo danzo
Rivelazioni rotolano dal cielo
lo scagliarsi al suolo
lascia indelebili segni,
e dentro al petto
varchi di impalpabili confini

(1992)

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