Aiutiamo l’UGI a raccogliere nuovi fondi per la ricerca e la dotazione di apparecchiature mediche oltre chè per il sostegno a 360 gradi delle famiglie che vivono l ‘esperienza della malattia di un bimbo!
Basta un click
Cliccare sul link qua sotto e seguire le istruzioni!
http://www.1clickdonation.com/gallery.php?id_onlus=147
8.12.2011 Sempre causa mancanza di tempo, al momento l’aggiornamento prosegue nel mio profilo facebook: http://www.facebook.com/profile.php?id=1441184026
Sono oberato da ulteriori e maggiori impegni, purtroppo, a causa di essi non riesco più ad aggiornare il blog con la frequenza che mi era d’abitudine, non ho idea di quanto mi ci vorrà per tornare a tenere il passo, sono certo che mi comprendete.
Inseriti post alla pag. Mediattivismo 87, aggiornato al 26.08.2011.
Sto sistemando le pagine Mediattivismo fino alla 50 negli articoli -tutto da rielaborare- per alleggerire la home
Benvenuti nel nostro blog, io e mia moglie Adriana presentiamo qui alcuni nostri lavori, lei dipinge e si diverte facendo anche decoupage, io ogni tanto scrivo, alcune mie poesie sono state pubblicate in antologie e si trovano nel mare di Internet.
Se i quadri di Adriana vi interessano non esitate ad inviarci richieste di commissioni.
Per quanto attiene il mediattivismo (o media attivismo) inserirò gli articoli che più mi colpiscono e che mi danno da pensare nella pagina dedicata in alto (ora wp ha inserito autonomamente i links Mediattivismo sulla dx, oltre alla galleria di Adriana, cosa molto gradita), con un breve assaggio iniziale e il link relativo, qualora non potessi fare diversamente riporterò l’articolo per intero, citandone la fonte. Se vi imbatteste in un vostro pezzo e non ne gradiate la sua pubblicazione qui, scrivetemi e, previa verifica, lo rimuoverò il più rapidamente possibile.
Qualcos’altro di noi: Adriana è psicologa, romena, ha vissuto appieno gli anni della dittatura, i suoi lavori sono lo specchio dei suoi vissuti, di me comprenderete se vi andrà di leggere le mie cose. Nella vita professionale, quella che ci dà da vivere, sono geometra P.A., mi occupo di attività produttive e di autorizzazioni amministrative (mezzi pubblicitari, suolo pubblico, ecc.)
Siamo naturalmente amanti della lettura, della buona musica, degli animali, della buona cucina, della natura e delle novità intelligenti. Prestiamo particolare attenzione alle dinamiche interpersonali e sociali e alle varie forme di cultura.
Abbiamo due figlie meravigliose, Roberta e Federica, un acquario capiente e una gatta un pò persiana, che troviamo bellissima, Romi. Nota: ora di gatti ne abbiamo due, siamo tornati dalla Romania, questa estate 2010, con un altro gattino, grigio, con orecchie lunghissime, bellissimo, Tommy. Tutti con un caratterino…
La mia citazioni preferita:
“Varchi di impalpabili confini”
Buona visione e buona lettura.
Maurizio
Email:
adrianafilip(punto)mauriziocasettaatgmail(punto)com
I contenuti di Adriana Filip e Maurizio Casetta sono liberamente riproducibili citando i rispettivi autori.
Blog on-line dal Gennaio 2009
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Media attivismo, breve sintesi del mio modo di intenderlo e di attuarlo
Sapete bene tutti cosa è il media attivismo, una rapida ricerca in rete e si noterà come nel nostro blog sia presente una dicotomia intrinseca. Fare arte on line, presentare i propri lavori e fare ricerca è media attivismo. Ho voluto, per il mio punto di vista, come si legge nel titolo del sito, distinguere il nostro interiore da quella che è pratica di ricerca e diffusione. Il media attivismo non è qualcosa di pienamente definito, quindi dà sicuramente luogo a personalismi, per cui anche la semantica in questi casi lascia il tempo che trova.
Prima di essere media attivista, io sono attivista, nato specificatamente quando chiesi al mio analista, anni fa, tanti, il motivo per cui i medici, conoscendo la malattia di mia madre, schizofrenica (morta nel 2006), non abbiano informato mio padre sulle conseguenze di portare avanti una gravidanza, vi lascio immaginare quante discussioni ne siano sortite.
Adriana, anche lei media attivista, “costretta” da me, ho pubblicato parte dei suoi lavori, ho descritto in breve nella presentazione il suo modo di intendere l’arte, esteriorizzazione del suo intimo ferito da accadimenti più grandi di lei (e comunque ha prodotto risultati molto solari e positivi), come molti di noi, tra artisti, scrittori, poeti, attivisti e umanità varia.
Prima di adoperarmi per soddisfazione personale ad un pc nella pratica della ricerca in rete, ho frequentato per un certo periodo un circolo marxista-leninista di Torino, non per il desiderio di vedere i ricchi con le pezze ai pantaloni, ma per capire meglio la realtà di certi meccanismi. Per qualche mese ha funzionato, poi, per ragioni personali e non in ultimo quando mi sono state rifiutate 5000 lire di “offerta” al loro giornale facendomi presente che l’unità di misura ormai era il “deca”, me ne sono allontanato definitivamente.
Nel 2000 ho scoperto Rekombinant, nato da poco, e tutte le altre organizzazioni che in Internet facevano media attivismo, si parlava già allora di come gli USA fossero un gigante dai piedi d’argilla, finalmente mi ossigenavo il cervello alla grande, scoprendo bella gente che aveva tanto per darmi quella soddisfazione che cercavo facendo dell’indagine il mio primo modo di trascorrere proficuamente il tempo (senza nulla togliere alla mia famiglia, nella quale ci facciamo sempre vicendevolmente da volano). Per anni ho quindi raccolto documentazione che inviavo per email ai miei amici e contatti, alcuni di loro mi scrivevano o ringraziavano a voce, felici di trovare qualcosa di pronto e di interessante da leggere nei loro account di posta, altri mi chiedevano di smettere di spedire loro, normale, un calo è fisiologico, mi dicevo con dispiacere.
Sono andato avanti per molto, impegnato anche in un altro progetto web, superando problemi di salute, causa l’allora mia inesperienza nel gestire il tempo, nel 2004 dovetti fare uno “sciopero forzato” da Internet per circa due mesi e mezzo.
A fine 2008 ho deciso di aprire questo spazio, che nel Gennaio immediato era on line, oggi ho la duplice soddisfazione di vederlo nella prima pagina dei motori di ricerca (Google, dall’8.10.2009 lo sta facendo ballare tra le posizioni, non per cause dipendenti da mie eventuali negligenze) e di essere tra i migliori nel mio ambiente professionale, anche fuori orario, se posso essere d’aiuto a chi si rivolge nei due uffici in cui lavoro, lo faccio volentieri, anche questa è pratica attivista.
Un po’ di sano divertimento e di lietezza è un toccasana per la concentrazione, vi suggerisco di farvi un giro su questi siti di amici
Acquista i libri di Nuovi Mondi!
“La mafia non è un problema esclusivamente italiano né un affare di coppole e di realtà arretrate del sud Italia, ma un problema europeo”. – Petra Reski
“Se andiamo avanti così in pochi anni la ’ndrangheta si mangia la Germania”. Petra Reski ha i titoli per dirlo: da vent’anni scrive articoli sulle cosche. Ora però il suo ultimo libro è diventato un caso. Scomodo anche per lei. – Io Donna, Corriere della Sera
Petra descrive gli affari dei mammasantissima della ’ndrangheta in Italia e nel suo paese: alberghi, pizzerie, strutture di lusso ma anche finanziarie, conti correnti e investimenti. Fa nomi e cognomi dei boss e dei loro referenti e protettori politici, descrive i raffinati meccanismi del riciclaggio raccogliendo inchieste fatte in Italia e il parere di magistrati che da anni sono impegnati sul difficile fronte della lotta alla mafia finanziaria. – L’Unità
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“Farmaci che ammalano è un’analisi provocatoria, sconcertante e approfondita di come le multinazionali farmaceutiche creano e poi sfruttano, per lucro, le malattie.
Tre decenni fa Henry Gadsen, direttore generale di una delle principali case farmaceutiche al mondo – la Merck – rilasciò una sconcertante dichiarazione alla rivista Fortune: il suo sogno era creare farmaci per le persone sane, così da poter vendere proprio a tutti. Questo sogno è ora il motore trainante di una delle industrie più edditizie del mondo.
Strumentalizzando la propria influenza sulla scienza medica nel suo complesso, i grandi gruppi farmaceutici stanno vendendo il terrore e promuovendo la ridefinizione delle malattie umane per poter espandere il proprio mercato. I fattori di rischio per la salute e i parametri per valutarli vengono scientemente modificati per far rientrare sempre più individui tra i malati bisognosi di farmaci. La depressione e l’osteoporosi, la menopausa e la pressione alta, i disturbi legati al ciclo e le disfunzioni sessuali – e tanti altri malesseri così diffusi nel nostro tempo – sono stati oggetto a questo proposito di una vera e propria riclassificazione. Il risultato è un’enorme e incontrollata espansione del mercato dei medicinali che, oltre a generare miliardi di nuovi profitti, sta creando migliaia di nuovi pazienti.
Ray Moynihan, statunitense, è uno dei più autorevoli scrittori al mondo nell’ambito della ricerca sulla salute. I suoi lavori sono comparsi su The Age, Sydney Morning Herald, The Australian Financial Review, The British Medical Journal, Lancet e New England Journal of Medicine. Alan Cassels è un ricercatore canadese che opera nell’ambito dello studio delle politiche adottate rispetto ai farmaci.
NUOVA EDIZIONE RIVISTA E CORRETTA
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“Dopo la pubblicazione di Toxic, sono stato sommerso dalle richieste dei lettori: volevano più informazioni su come proteggersi dai pericoli celati nel cibo che consumiamo ogni giorno”. Spiega così William Reymond l’esi¬genza di lavorare su una nuova inchiesta in grado di rispondere ai dubbi e alla paure dei consumatori. Toxic Food inizia esattamente dove si era interrotto il libro precedente: i nostri piatti. Stordendoci a furia di false promesse e messaggi equivoci, l’industria agroalimentare ha modificato la natura del cibo e colonizzato la nostra tavola. Mentre il “cibo tossico” diventava il nostro pane quotidiano certe malattie come l’alzheimer o alcuni tipi di cancro hanno conosciuto parallelamente un’espansione senza precedenti. Rapporto causa-effetto? Molti studi dimostrano questa terribile relazione.
Dopo il bestseller Toxic che svelava le cause della crisi mondiale di obesità, Reymond si spinge ancora più a fondo nelle acque torbide e inesplorate delle conseguenze dell’alimentazione industriale sulla salute. Dal tumore al seno che colpisce milioni di donne e persino diversi uomini fino ai danni provocati sul cervello dei bambini passando per le patate fritte cancerogene e il pollo arricchito con proteine di maiale, Toxic Food si rivela un’indagine approfondita e sconcertante sui pericoli che ci minacciano ad ogni forchettata.
La caccia ai veri colpevoli è ancora aperta.
William Reymond è un giornalista francese che vive da tempo negli Stati Uniti. È autore di diversi libri-inchiesta, tra i quali ricordiamo: Dominici non coupable, JFK autopsie d’un crime d’État. In Italia ha pubblicato Coca Cola – L’inchiesta Proibita. I segreti mai rivelati della bevanda più diffusa al mondo (Lindau, 2006) e Toxic. Obesità, cibo spazzatura e malattie alimentari: inchiesta sui veri colpevoli. (Nuovi Mondi, 2008)
Altri titoli di interesse:
Una rassegna di edifici non convenzionali progettati da architetti d’ avanguardia per commitenti aperti alle innovazioni. Dall’ incomparabile “Casa molle e impellicciata” realizzata in Giappone, al mulino trasformato in abitazione in Germania, fino alla villa di Aspen, costituita da moduli a cascata sul fianco della montagna, ogni esempio presenta caratteristiche uniche e innovative. Le descrizioni e i disegni di progetto forniti dagli studi di architetti d’ avanguardia come Bart Prince, Shigeru Ban o Rem Koolhaas fanno di questo volume un insostituibile testo di riferimento.
Il primo volume che spiega come i nostri bambini siano diventati il target di molte campagne pubblicitarie mettendo in luce come tale situazione sia importante (e preoccupante) per tutti noi.
Oggi il 90 per cento dei teenager possiede un proprio televisore, una percentuale che resta molto alta – attorno al 60 per cento – anche per i bambini di 5-6 anni. Oltre un terzo dei ragazzi ha un PC personale, e i due terzi hanno almeno una consolle per videogiochi. Le cose non vanno meglio per il cellulare: quasi la metà delle bambine delle elementari (e il 39 per cento dei maschietti) e quasi tutte le ragazze delle superiori (il 98 per cento, mentre i coetanei maschi si fermano al 90) ne possiedono uno. In media, i ragazzi passano davanti a uno schermo cinque ore e 18 minuti al giorno e una volta e mezza rispetto a quello passato assieme ai genitori.
“Il fenomeno dei bambini consumatori non è limitato agli Stati Uniti o alla Gran Bretagna, ma si è esteso a ogni paese europeo. Perfino in Cina, i più forti tra i nuovi consumatori sono i 312 milioni di under 15”, spiegano Nairn e Mayo.
Molti di questi bambini e ragazzi pensano di poter far fronte alle pubblicità in cui si imbattono mentre navigano su internet, che interrompono i programmi televisivi e compaiono sugli schermi dei loro cellulari. Molti genitori tengono i figli chiusi in casa per proteggerli dal bullismo e dagli incontri pericolosi; una scelta controproducente, visto che è più facile, per eventuali molestatori, approcciare i ragazzi online, attraverso i social network, piuttosto che in strada; per di più, sta prendendo piede il fenomeno dei “molestatori commerciali” che raccolgono informazioni personali dall’85 per cento dei siti visitati dai ragazzini. È sempre più facile trattare i bambini come esseri delicati, vulnerabili e in pericolo, da tenere sotto una campana di vetro invece di attribuire loro un ruolo attivo nella creazione di regole volte a promuovere e proteggere i loro interessi.
Intervistando circa 3000 bambini e 300 adulti, Mayo e la coautrice Agnes Nairn, professoressa di marketing alla EM-Lyon Business School in Francia e alla Rotterdam School of Management dell’Erasmus Universiteit, nei Paesi Bassi, mostrano in quali modi e forme i bambini siano quotidianamente bombardati da slogan e immagini che fanno leva sui loro sogni e ne sfruttano i punti deboli. Spiegano perché le bambine torturano le loro Barbie, cosa provano i ragazzini per David Beckham, perché le mamme siano più in gamba dei papà, come mai i bambini delle famiglie più rigide tendano a diventare i consumatori più sfrenati e, soprattutto, perché l’eccesso di marketing porti all’infelicità.
Questo preciso, inquietante racconto è una lettura essenziale per chiunque sia interessato alle più profonde implicazioni del mondo commerciale in cui viviamo.
Peter Phillips & Project Censored
Come ogni anno, Nuovi Mondi si occupa di informazione e giornalismo. Lo fa con “Censura 2010. Le 25 notizie più censurate”, l’annuario curato da Peter Phillips e Project Censored sulle notizie che avrebbero dovuto occupare le prime pagine dei giornali del mondo e che invece sono state del tutto ignorate.
Ogni anno i più autorevoli giornalisti d’inchiesta raccolgono e danno voce alle notizie che non hanno fatto notizia. Nel tentativo di non soccombere e di non essere complici della morte dell’informazione, le storie che costoro segnalano sono quelle che avrebbero dovuto trovarsi nelle prime pagine di tutti i giornali, di tutto il mondo. Ma non c’erano. Sono notizie che, coinvolgendo multinazionali e poteri politici, incutono paura agli editori e ai produttori di informazione. Perché stanno dietro ai fatti coi quali siamo costretti a fare i conti, perché denunciano un mondo di interessi celati e di ipocrisie, perché forniscono un punto di vista critico alla popolazione. Perché sono semplicemente vere.
Può una notizia fondamentale essere veramente “censurata” nell’era di Internet, con l’informazione che può attraversare il mondo in pochi secondi? Può essere “censurata” una notizia che pubblicata anche da un solo giornale può però essere distribuita e discussa su centinaia di blog e siti web? Sì, può. E i fatti lo dimostrano.
In aggiunta alle informazioni la cui conoscenza cambierebbe la percezione degli eventi e le idee della gente, Project Censored passa in rassegna anche le notizie frivole che hanno occupato i media di tutto il mondo sottraendo tempo e spazio alle VERE notizie.
E poi ancora il fondamentale Indice della censura sullo stato della libertà di informazione e della censura nel mondo.
Per trent’anni Project Censored ha raccolto notizie importanti che i principali gruppi mediatici hanno ampiamente ignorato, dando spazio anche alle più piccole e frammentarie informazioni. Anche quest’anno, Censura ci ricorda che la missione imprescindibile di un giornalista in un paese democratico non cambia e non deve cambiare: il controllo delle istituzioni al potere. Tuttavia, “l’informazione come cane da guardia del potere” appare sempre più spesso, purtroppo, un precetto astratto. Secondo l’analisi di Project Censored, gli elementi che concorrono a limitare la missione dei giornalisti sono varie, tra cui: forzature ideologiche, la struttura degli organi d’informazione, il potere degli inserzionisti e la cosiddetta pratica del giornalismo “obiettivo” che, paradossalmente, intralcia i media proprio nella ricerca delle verità fondamentali.
Project Censored è un autorevole gruppo statunitense di ricerca sui media che si propone di promuovere il ruolo “del giornalismo indipendente in una società democratica”. Nasce nel 1976 da un’idea di Carl Jensen, docente di Scienze della Comunicazione presso la Sonoma State University, California, e dal 1996 è guidato da Peter Phillips, docente di Sociologia e da molto tempo attivo in organizzazioni no governative.
Un compendio di tutte le principali questioni legate alle risorse idriche del nostro paese, dalla privatizzazione degli acquedotti alla qualità delle acque di rubinetto e minerali, dai problemi di tante realtà locali fino ai recenti dibattiti parlamentari.
Forte di trent’anni di impegno come ambientalista e attivista per la democrazia, l’autrice propone un’analisi attenta e fiduciosa della complessa e dinamica natura dell’Africa, mettendo in luce opportunità concrete e scelte realistiche all’insegna del cambiamento e del progresso. Appassionato e partecipe, La sfida dell’Africa è un libro di grandissima importanza per il futuro non solo del continente ma di tutto il pianeta.
STORIA CRITICA DELL’INFORMAZIONE AL TEMPO DI INTERNET
Il conformismo, la sciatteria, la sudditanza culturale,
il servilismo e il carrierismo sono i primi motori di omologazione dei media tradizionali.
Una speranza viene da Internet.
Nella nebulosa informativa, i “media personali di comunicazione di massa”, dove milioni di liberi cittadini possono dire la propria, libertà di stampa vuol dire biodiversità informativa e giornalismo come bene comune.
Seven years in the making, 600 entries, 5,200 illustrations… An unprecedented architecture encyclopedia Unlike most architecture encyclopedias, which tend to concentrate more on buildings and floor plans than their designers, this tome puts the architects in the spotlight, profiling individuals so that readers can get a clear overview of their bodies of work. Each architect’s entry features a portrait, quote, and short biography as well as a description of important works, historical context, and general approach; illustrations include numerous drawings, photographs, and floor plans. The book’s A to Z entries cover not only architects but also groups, movements, and styles from the 18th to the 21st centuries. With 600 entries and 5,200 illustrations, The A–Z of Modern Architecture is a comprehensive resource that no architecture professional, fan, or student should be without. Features: • 566 architects from the 18th to the 21st century • Architect portrait, quote, and short biography • Description of important works, historical context, and general approach • Numerous drawings, photographs, and plans.
Santiago Calatrava non è solo uno dei più importanti architetti viventi, ma è anche un ingegnere, uno scultore e un pittore. I suoi progetti recenti quali lo stadio per le Olimpiadi di Atene del 2004 e la nuova stazione ferroviaria di Liégi lo hanno reso famoso a livello internazionale. E’ l’unico architetto al mondo la cui opera sia esposta al Museo of Modern Art e al Metropolitan di New York; attualmente sta disegnando il centro direzionale trasporti di Ground Zero e la torre più alta degli Stati Uniti, la Chicago Tower. Nel 2005 ha vinto la medaglia d’oro dell’American Institute of Architects. Calatrava ha collaborato attivamente con Philip Jodidio alla stesura di questa monografia.
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I più importanti fotografi e giornalisti riuniti per affrontare le questioni essenziali del nostro tempo
David Elliot Cohen
Quello che conta dimostra come la fotografia con coscienza sociale possa scatenare il dibattito pubblico, spronare il cambiamento e sensibilizzare il pensiero collettivo.
Per 150 anni, la fotografia non solo ha documentato le vicende e gli eventi umani, ma ne ha talvolta cambiato il corso. Accadde per Jacob Riis che mostrò l’abiezione e la miseria in cui erano costretti a vivere gli abitanti del Lower East Side di New York, vittime della più spietata speculazione edilizia e dell’ingordigia di politicanti corrotti. Accadde per Lewis Hine che riprese i bambini, fuori e dentro le fabbriche, realizzate per conto del National Child Labor Committee, attraendo l’attenzione degli americani sullo sfruttamento del lavoro minorile. E’ accaduto con gli scatti delle torture commesse nella prigione di Abu Ghraib.
Su questa scia, Quello che conta propone diciotto storie di stringente attualitˆ affrontate da importanti fotoreporter e autorevoli giornalisti sulle grandi questioni del nostro tempo: il cambiamento climatico, l’AIDS, il genocidio in Darfur, la tragedia di Chernobyl, l’iniqua distribuzione della ricchezza, la dipendenza mondiale da petrolio, il dramma delle spose bambine e molto altro.
Alcune delle storie e delle immagini qui proposte vi faranno piangere, altre arrabbiare. Ma di certo non vi lasceranno indifferenti.
“Cosa importa al mondo?
Cosa importa a ognuno di noi?
Cosa c’è di fondamentale e urgente?
Le risposte sono contenute in questo libro straordinario e commovente. Un’esortazione affinchè tutti si sentano coinvolti.” Isabel Allende
LA FOTOGRAFIA PRESENTA LA VERITA’, anticipa il discorso pubblico e spinge all’azione. In Quello che conta, diciotto storie raccontate dai migliori giornalisti di oggi e catturate da grandi fotografi ci espongono le questioni più urgenti del nostro tempo: riscaldamento climatico, degrado ambientale, AIDS, malaria, jihad globale, genocidio in Darfur, iniqua distribuzione della ricchezza e molto altro.
Fotografie di:
Shahidul Alam – The Associated Press – Gary Braasch – Marcus Bleasdale – Raymond Depardon – Paul Fusco – Lauren Greenfield – Maggie Hallahan – Ed Kashi – Gerd Ludwig – Magnum – Susan Meiselas – James Nachtwey – Shehzad Noorani – Gilles Peress – Sebasti‹o Salgado – Stephanie Sinclair – Brent Stirton – Tom Stoddart – Anthony Suau – Stephen Voss
Interventi di:
Omer Bartov, Brown University
Judith Bruce, The Population Council
Awa Marie Coll-Seck, Roll Back Malaria Partnership
Richard Covington, Elizabeth C. Economy, The Council on Foreign Relations
Helen Epstein, Fawaz A. Gerges, Sarah Lawrence College
Peter H. Gleick, The Pacific Institute
Gary Kamiya, Salon.com
Paul Knox, Virginia Tech
David R. Marples, University of Alberta
Douglas S. Massey, Princeton University
Bill McKibben, Middlebury College
Samantha Power, Harvard University
John Prendergast, Enough Project
Jeffrey D. Sachs, Columbia University
Juliet B. Schor, Boston College
Michael Watts, University of California, Berkeley
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Maurizio, ho trovato il blog ben fatto, sia esteticamente che nei contenuti.
Complimenti Maurizio, veramente un blog di piacevole lettura e consultazione.
Saluti e a presto
Francesco
Bravi !!!!!!
Lo trovo bellissimo, molto personale e chiaro come piace a me.
Un saluto a presto
Stefania
Il blog è bello e semplice.
D’altronde la semplicità è la forma della vera grandezza.
Un saluto…
E bravo Maurizio! Nell’era della comunicazione door to door dove finalmente i contenuti prevalgono sui messaggi autoreferenziali, tu e la tua Adriana avete tutte le carte in regola per far bene!
Se siete entrambi grandi lettori, vi suggerisco di connettervi a questo bel sito: http://www.anobii.com
E’ la più vasta biblioteca online al mondo, potreste iscrivervi inserendo i vostri libri preferiti, scoprendo altri lettori con le vostre stesse preferenze e mettendoci le vostre recensioni.
Un caro saluto – RENATO
Adriana e Maurizio, complimenti per il vostro blog, è stupendo.
Bella l´idea di abbinare quadri e poesie.
Baci
CIAO RAGAZZI. NON HO ANCORA DATO UN’OCCHIATA
APPROFONDITA AL VOSTRO BLOG (LO FARO’ NEI
PROSSIMI GIORNI) MA SONO SICURA CHE DA DUE PERSONE
COSTRUTTIVE COME VOI NON PUO’ CHE SCATURIRE UN
CAPOLAVORO. W GLI ARTISTI (QUELLI VERI A 360 GRADI).
UN GRANDE BACIO
FRANCESCA
Complimenti al vostro blog, bravi è stata una bella idea. Baci
Ciao ragazzi. Molto bello, complimenti.
Un caro saluto,
Mauro.
Grazie davvero per l’invito e per cercare di onorare l’arte!! E complimenti sia per il blog che per le opere!! Davvero fantastiche, sembra in qualche caso di entrare nel cuore di antiche civiltà millenarie (Incas o Aztechi)…. E scusate se ho detto delle str….. Non sono un intenditore dell’arte visiva, però mi faceva piacere dire “a braccio” il mio pensiero “primo” su quanto vedevo…
In ogni caso, citando Breton: “Un cattivo scrittore è come una macchia d’acqua sulla carta, si allarga rapidamente ma ben presto evapora. Un bravo scrittore è come una goccia d’olio: quando cade fa una macchia piccola, ma col passare del tempo si allarga su tutto il foglio fino a riempirlo…”
Questi quadri mi danno l’impressione appartengano a quest’ultima categoria…
IN BOCCA AL LUPO!!!!
A presto
carlo
Grazie, mi piace il vostro blog.
ciao.
adriana
In questo periodo sono un po’ depressa e i colori dei quadri di Adriana mi sono proprio piaciuti. Mi hanno colorato un
po’ i pensieri…..
Ciao Ragazzi!!! Ogni tanto passo a vedere gli sviluppi del blog!!!
CIAOOOOOOOO
Esprimo il mio vivo apprezzamento per questo blog dove sono contenuti argomenti molto interessanti e bellissime opere di pittura. Complimenti ai bravissimi autori. Ciao. Cataldo
e BRAVO il mio Maurizio, incontrandoti per caso… mi hai fatto questa (per me) piacevolissima sorpresa, sapevo ci saresti riuscito… dovevi solo provare le ali e ora che le hai provate voli, impostando il tutto come più ti piace.
‘Sta sera mi addormento contento.
Grazie Maurizio!
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